Quando un bambino fa fatica ad addormentarsi, è facile imbattersi in tabelle che indicano quanto dovrebbe restare sveglio a ogni età. Possono offrire un punto di partenza, ma non sono orari da rispettare alla lettera.

01

Da dove vengono questi intervalli?

Molte tabelle sulle finestre di veglia sono state diffuse da siti per genitori e consulenti del sonno. Le principali autorità sanitarie pubblicano indicazioni sulla quantità complessiva di sonno, ma non stabiliscono un numero preciso di minuti da trascorrere svegli tra un sonnellino e l'altro. Per questo gli intervalli online vanno letti come indicazioni generali, non come uno standard medico.

02

Che cosa cambia con la crescita

Nei primi mesi il sonno cambia rapidamente e, in genere, i periodi di veglia si allungano. Anche il numero e la durata dei sonnellini possono variare molto da un bambino all'altro e perfino da un giorno all'altro. L'età aiuta a orientarsi, ma non permette di prevedere ogni giornata.

03

Osserva il ritmo del tuo bambino

Può essere più utile guardare quanto tempo il tuo bambino resta sveglio prima dei sonnellini che avvengono con meno fatica. Nerumi ti aiuta a tenere traccia del sonno e a riconoscere il suo ritmo nel tempo, senza confrontarlo continuamente con una tabella.